Email marketing checkup
Negli ultimi anni il ruolo dell'email marketing si è andato precisando e ha assunto sempre maggior peso: per questo è diventato sempre più importante capirne e misurarne l'efficacia.
Quando si parla di efficacia di una campagna marketing, in genere, la prima parola che viene in mente è "conversione"; per conversione si intende non necessariamente l'acquisto di un bene, ma più genericamente la finalizzazione dell'operazione a cui il messaggio invitava.

Se è vero che qualche tempo fa si urlava a gran voce "content is the king", oggi pare che l'imperativo sia diventato il più prosaico "convert, convert, convert!" , dunque l'attenzione si è spostata dalla narrazione al convincimento puro e semplice. Ovviamente la verità sta come sempre nel mezzo, ma esiste una ragione fondamentale di questo spostamento: misurare l'intrattenimento e il coinvolgimento/identificazione è estremamente complesso e ancora più difficile stabilirne la connessione con il successo di un prodotto o di un brand.
Leggi tutto su Email marketing, il successo non è una email aperta
Email marketing checkup
Ad ogni invio di newsletter il nostro ESP di fiducia ci fornisce un paio di numeri fondamentali per capire il gradimento della nostra comunicazione: le aperture ed i click.
Sappiamo che un invio riuscito deve registrare almeno il 25% di aperture, ma, per contro, sappiamo anche che è davvero difficile salire sopra al 35/40%.

La domanda che viene spontanea, soprattutto a chi approccia per la prima volta al mondo dell'email marketing, è come fare a "svegliare" questa parte del pubblico potenziale della newsletter.
L'errore comune è quello di pensare che la nostra comunicazione sia così importante e fondamentale, che la non apertura possa solo essere frutto di un errore di invio o di una distrazione del destinatario.
È noto quanto questa valutazione sia errata: se sinceramente ripensiamo a quante newsletter, a cui siamo regolarmente iscritti, apriamo nel corso della giornata in rapporto al totale delle email ricevute, vedremo che mediamente il numero corrisponde a quel famigerato 25% citato prima.
Le ragioni di una mancata apertura sono molteplici, anche se il principale imputato rimane la scarsa rilevanza dell'email stessa.
Nel corso degli anni è diventata pratica comune, spesso anche supportata da funzioni fornite dagli ESP, il reinvio, con tempistiche più o meno serrate, della stessa newsletter a tutti gli utenti che hanno già ricevuto il primo invio, ma che risultano non averlo aperto.
Questa pratica è in realtà assai controproducente.
Leggi tutto su Email marketing: come aumentare le aperture giocandosi la reputazione
Spam e Deliverability
Non è facile accorgersi di avere un effettivo problema di spam, poiché la maggior parte dei filtri AntiSpam, quando blocca un messaggio, non fornisce motivazioni al mittente, o ne fornisce di molto generiche o fuorvianti.
In alcuni casi la classificazione come Spam avviene senza che vi sia nessun tipo di comunicazione al mittente, il caso più frequente è la consegna in “posta indesiderata”. Le grandi blacklist pubbliche (Spamhaus, Surbl, Uribl, Spamcop, Barracuda) possono essere una fonte di dati, ma bisogna tenere presente che vengono attivate solo su casi davvero eclatanti.

È possibile anche ottenere informazioni circa la reputazione degli indirizzi IP di spedizione (Senderbase, Senderscore), ma anche in questo caso le segnalazioni scattano solo di fronte ad abusi conclamati.
Leggi tutto su I grandi dilemmi dell'Email Marketing: "Ma io finisco in Spam?"
Email marketing checkup
Più volte abbiamo sottilineato l'importanza di monitorare i risultati dei propri invii, e di utilizzare i dati raccolti per migliorare le performace delle spedizioni successive.
Nel marketing scientifico la possibilità di tracciare, riconoscere, contare è fondamentale e l'avvento del digitale ha...
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