Tecnicaglie
Periodicamente vediamo qualcuno che, sulla base di ciò che vede sul proprio iMac 27" o sul proprio PC con uno schermo da 32", decide che sia una buona idea inviare email da migliaia di pixel di larghezza per evitare quel fastidioso spazio vuoto che vede in ogni newsletter che trova "ordinaria".
Noi proviamo a spiegare che le modalità con le quali vengono ricevute e visualizzate le email, oggigiorno, sono le più disparate e che l'ambiente desktop, soprattutto tramite applicazione, è ormai una minoranza nella platea delle soluzioni più usate, ma l'interlocutore di turno pensa regolarmente di poter fare come con i siti web, di usare le tecnologie che permettono di rendere un sito "responsive", ovvero adattarlo automaticamente alla larghezza disponibile sul dispositivo.

Poco importa se gli si spiega che il mondo dell'HTML supportato dai programmi di posta è più problematico di quanto fosse l'HTML per il web 20 anni fa. Via email nemmeno una immagine di sfondo, un bordo arrotondato o un font specifico sono supportati dal 99% dei destinatari. Anche le media queries (la tecnologia usata sul web per rendere responsive i siti) su molti programmi di posta non funzionano e spesso funzionano male, ad esempio facendoti adattare alla dimensione della finestra quando però lo spazio in cui viene visualizzata l'email non è grande quanta l'intera finestra, come capita su Gmail su desktop.
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Permission marketing, privacy, etica
Avrete sicuramente letto la brutta notizia del momento, ovvero la conferma di un data-leak di dati personali da parte di Facebook.

Il database, che contiene 533 milioni di profili, circolava nella comunità di hackers da giugno 2020 ma i dati sembra possano essere stati sottratti nel corso del 2019 grazie ad un problema di sicurezza della procedura per la ricerca di amici Facebook a partire dalla propria rubrica.
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Rumors, smentite, previsioni
La notizia, riportata lo scorso 11 febbraio da ZDnet, è rilevante anche per noi che ci occupiamo di email perché i domini "ingannevoli" vengono utilizzati molto anche nel mondo email, in particolare dai gestori di spamtrap, ma non solo.

Innanzitutto chiariamo cosa intendiamo per dominio ingannevole: in inglese vengono in genere chiamati "lookalike domains", "typo domains" o "mispelled domains" e sono domini che possono avere scopi molto diversi tra loro, spesso, ma non necessariamente, malevoli.
Alcuni sono pensati per intercettare l'errore di battitura, altri per sembrare simili alla vista:
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Rumors, smentite, previsioni
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Rumors, smentite, previsioni

La presentazione è stata tutt'altro che sensazionalista al punto che in certi momenti ho sperato che comparisse Steve Jobs a teatralizzare l'evento. Il prodotto presentato non ha suscitato entusiasmi particolari.. nessun applauso.. molte domande sulla privacy...
Non si tratta di un email kille...
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Rumors, smentite, previsioni
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Rumors, smentite, previsioni
Da alcune settimane 
Facebook ha ampliato le proprie API per permettere alle applicazioni di richiedere l'indirizzo email degli utenti.
Fino ad oggi, infatti, tramite API si potevano ottenere tantissime informazioni, ma non l'indirizzo email. Ho sempre pensato si trattasse di una scelta "strat...
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