Email marketing checkup

Perché non è saggio usare "noreply" come mittente

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L'email marketing è marketing di relazione, l'abbiamo ripetuto più e più volte; altra cosa che amiamo ripetere è che ottenere il consenso è aprire un canale diretto e disentermediato con in nostro lead/cliente.

Alla luce di questo davvero risulta difficile capire come ancora oggi moltissimi mandino email massive usando come mittente il famigerato "no-reply", magari spiegando addirittura ad inizio comunicazione che l'email mittente non è presidiata, invitando dunque l'utente a non rispondere alla missiva.

no reply

È curioso come in un mondo dove si lotta per un'apertura in più, un click, una flebile traccia digitale di passaggio, ci si neghi senza motivo alcuno il canale fondamentale di feedback di una email: la risposta.

Inviare una email da un indirizzo e non funzionante, fittizio, nega questo canale di feedback, lanciando all'utente un segnale inequivocabile: io ti dico le cose che intendo dirti, ma non mi interessa affatto quello che vuoi dirmi tu.

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Strategie di email marketing: la stanchezza della lista

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Una delle chimere del web-marketing, e dunque anche dell'email marketing, è la misurabilità "totale" degli effetti delle nostre azioni: grazie agli strumenti forniti dalle varie piattaforme si ha la sensazione di avere tutto sotto controllo e di poter stabilire dunque con esattezza se una strategia stia dando o meno i suoi frutti.

In realtà molto spesso ci si accorge che più dati si hanno, più è difficile leggerli accuratamente ed avere dunque indicazioni utili ad eventuali correzioni di rotta.

Questo è ancora più vero per l'email marketing, che è uno strumento di relazione, i cui effetti vanno misurati nel medio e lungo termine.

Email Marketing e Stanchezza

È chiaro più o meno a tutti che i KPI di un invio - singolo - di una comunicazione via email siano aperture e click, si dimentica invece più spesso che esistono anche KPI "negativi", come errori di consegna, disiscrizioni e segnalazioni di abuso: questi elementi, anche nel singolo invio, hanno un peso notevolissimo, perché hanno la capacità di allertare o meno i filtri antispam e quindi ripercuotersi sulla deliverability non solo futura ma persino della spedizione in corso (i filtri sono diventati estremamente veloci e efficaci).

Dicevamo comunque che l'email marketing è strumento di relazione e che i risultati vanno interpretati e letti tenendo presente il medio e il lungo periodo: questo significa che dovremo allontanare l'attenzione dal singolo invio per avere un quadro più in ampio.

Il punto di arrivo e partenza dell'invio massivo di email è la lista contatti, a partire dalla sua composizione, che deve essere sempre più accurata, paziente e attenta, lontana ad esempio dalle tentazioni di riutilizzo vecchi database di provenienza dubbia, fino all'analisi dell'interazione dei contatti con le nostre comunicazioni.

La storia della relazione del singolo contatto è in grado di raccontarci molto: come si è iscritto, che email ha aperto, quali a cliccato, che conversioni ha creato, quante newsletter ha ignorato.

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Tasso di apertura, email aperte e aperture totali

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Analizzare i risultati dei nostri invii è fondamentale: non solo ci aiuta a capire il successo di una nostra campagna, ma ci dà anche indicazioni precise sullo stato di salute della nostra lista. I maggiori ESP forniscono una serie di statistiche più o meno dettagliate, nelle quali comunque i KPI effettivi possono essere riassunti in

  • Email Inviate / Errori
  • Email Consegnate
  • Email Aperte
  • Email Cliccate

Partendo come base dalle Email Consegnate, i dati, così descritti, hanno le caratteristiche tipiche del funnel: si parla sempre di Email, quindi i numeri sono raffrontabili direttamente e si può dare una rappresentazione percentuale, utile ad avere il polso della situazione.

Aperture

Prendiamo un caso tipico

  • Email Inviate: 10.300 - 300 errori
  • Email consegnate: 10.000
  • Email Aperte: 2.400
  • Email Cliccate: 300

Volendo dare una rappresentazione percentuale, prendendo come dato base le email consegnate:

  • Email Aperte: 24%
  • Email Cliccate: 3%

Semplice, no? I numeri però possono essere letti in molti modi e chiunque si occupi di Email Marketing sa quanto possa essere difficile inizialmente ammettere che la propria importantissima informazione venga in realtà letta unicamente da un quarto degli iscritti. Immaginiamo che sia per questo che alcuni ESP decidano di mostrare i dati in maniera leggermente diversa, dando rilievo a numeri visivamente "più gratificanti", ma che, oltre ad essere di dubbia utilità, possono in realtà andare a nascondere problemi nell'invio.

In particolare alcuni ESP parlano di "Aperture Totali" o anche "Totale email aperte".

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Email marketing: come aumentare le aperture giocandosi la reputazione

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Ad ogni invio di newsletter il nostro ESP di fiducia ci fornisce un paio di numeri fondamentali per capire il gradimento della nostra comunicazione: le aperture ed i click. Sappiamo che un invio riuscito deve registrare almeno il 25% di aperture, ma, per contro, sappiamo anche che è davvero difficile salire sopra al 35/40%.

Statistiche

La domanda che viene spontanea, soprattutto a chi approccia per la prima volta al mondo dell'email marketing, è come fare a "svegliare" questa parte del pubblico potenziale della newsletter. L'errore comune è quello di pensare che la nostra comunicazione sia così importante e fondamentale, che la non apertura possa solo essere frutto di un errore di invio o di una distrazione del destinatario. È noto quanto questa valutazione sia errata: se sinceramente ripensiamo a quante newsletter, a cui siamo regolarmente iscritti, apriamo nel corso della giornata in rapporto al totale delle email ricevute, vedremo che mediamente il numero corrisponde a quel famigerato 25% citato prima.

Le ragioni di una mancata apertura sono molteplici, anche se il principale imputato rimane la scarsa rilevanza dell'email stessa. Nel corso degli anni è diventata pratica comune, spesso anche supportata da funzioni fornite dagli ESP, il reinvio, con tempistiche più o meno serrate, della stessa newsletter a tutti gli utenti che hanno già ricevuto il primo invio, ma che risultano non averlo aperto.

Questa pratica è in realtà assai controproducente.

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Gmail, Blocca utente e Annulla iscrizione: che impatto per l'email marketing?

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Google ha rilasciato recentemente alcune piccole/grandi novità relativamente alla propria piattaforma email, sia nella versione web, sia per quel che riguarda la relativa app mobile.

Queste novità riguardano da vicino chi si occupa di Email-marketing; la prima novità, già presente da tempo nella versione web del servizio e ora disponibile anche nella app, riguarda la possibilità di annullare l’iscrizione ad una newsletter/mailing list direttamente dall’interfaccia, senza quindi dover cercare il link di disiscrizione, che spesso, sbagliando, viene relegato in fondo all’email o in posizioni poco visibili.

La novità non è di per se pericolosa o di un qualche danno per chi si occupa di email marketing: non ripeteremo mai a sufficienza la necessità di rendere visibile e chiara la possibilità di disiscrizione, per evitare che l’utente segnali come spam la missiva, ingenerando un danno ben più grave che quello del semplice abbandono.

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Le tre I strategiche e le tre C tattiche dell'Email Marketing

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Ancora oggi regna molta confusione, non solo in Italia, su quale debba essere il ruolo dell’email marketing.

Si rimane ancorati ad un modello proveniente direttamente dal marketing postale tradizionale (o ancora peggio dall’imbuchettamento selvaggio porta a porta), pensando che il ruolo fondame...

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Le statistiche nell'email marketing

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Più volte abbiamo sottilineato l'importanza di monitorare i risultati dei propri invii, e di utilizzare i dati raccolti per migliorare le performace delle spedizioni successive.

Nel marketing scientifico la possibilità di tracciare, riconoscere, contare è fondamentale e l'avvento del digitale ha...

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Testo bianco su sfondo nero: attenzione alle webmail!

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Poco più di un mese fa portavo qualche esempio in cui il nero su bianco poteva creare qualche grattacapo nella creazione di una newsletter. Questa volta, complici due famose case automobilistiche, vi presento il problema opposto.

Comincio con Mazda, che fortunatamente ha rinunciato all'utilizzo dello scorrimento orizzontale per un più tradizionale layout, ma, nell'utilizzare testo chiaro su sfondo nero non ha considerato 2 delle webmail più utilizzate in italia: quella di Alice e la webmail classica di Libero.

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Adnkronos: due passi avanti e due indietro.

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Adnkronos logo

Tra il 16 e il 17 marzo Adnkronos ha modificato il layout della propria newsletter.

A prima vista ho apprezzato l'eliminazione di moltissimi elementi grafici, la scelta di semplice testo con stile per l'intestazione e il menu "compatto" ma ben visibile.

Sempre da una prima occhiata s...

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