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Gmail supporterà AMP: una nuova era per le email interattive?

Rumors, smentite, previsioni

In questi giorni si sta tenendo ad Amsterdam la AMPConf, evento completamente dedicato allo "standard" AMP (Accelerated Mobile Pages), lanciato nel 2015 con l'intenzione di fornire uno strumento smart agli sviluppatori web, con il quale fosse semplice creare interfacce mobile per i siti.

Il progetto AMP ha i suoi estimatori e, nonostante non abbia avuto l'esplosione sperata, continua a procedere per la sua strada, tanto che Google ha annunciato, all'interno dell'evento che entro l'anno Gmail supporterà un subset di AMP, ribattezzato AMP4Email.

Da un certo punto di vista il progetto potrebbe avere potenzialità addirittura più ambiziose di quelle del suo fratello maggiore: stiamo parlando di portare interazione e contenuti dinamici in un ambito ancora sostanzialmente fermo alle tabelle html, con supporto limitato dei CSS e dunque pienamente statico. Ma sarà tutto oro quel che luccica?

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Email che colpiscono nel segno: HTML o testo semplice?

Email marketing checkup

All'alba del 2018 una delle grandi scommesse dell'email marketing pare essere l'email interattiva: utilizzo di tecniche css e html che rendano la newsletter un vero e proprio microsito, con tanto di animazioni e gamification (solamente per i client di posta e device in grado di supportare le tecnologie necessarie).

Dall'altra parte si potrebbe obiettare che questa tendenza è più dettata dalle esigenze di creativi e agenzie che dalle necessità effettive di business e che forse uno sforzo così impegnativo in questo senso non corrisponda poi ad un ritorno di investimento adeguato.

email testuali

Foto di Florian Klauer su Unsplash

Come sempre è difficile stabilire una regola valida per ogni situazione, ma è possibile che la vera rivoluzione del 2018 sia il ritorno deciso all'email testuale, o comunque veramente minimale in termini di design?

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La pubblicità Gmail non spierà più i contenuti delle email

Permission marketing, privacy, etica

Google ha annunciato, con un post sul blog ufficiale datato 23 giugno, un cambiamente radicale per quel che riguarda la pubblicità sulla versione free di Gmail.

Curiosamente l'annuncio pare piuttosto "fuorviante": il titolo stesso dice che prossimamente la versione free di Gmail diventerà "più simile" a quella contenuta in Gsuite (dunque la versione a pagamento "aziendale").

In realtà la questione gira tutta attorno al tema dell'advertising personalizzato e dell'uso del contenuto della posta privata per profilare l'utente.

Gmail

Google dunque dichiara che, a partire da una data non meglio specificata, ma entro la seconda parte dell'anno, non userà più il contenuto delle email che transitano nel nostro account Gmail free per selezionare gli annunci proposti all'interno dello stesso.

In questo senso la piattaforma Gmail free si avvicinerà a quella di Gsuite, cioè in nessuna delle due verrà effettuato un'analisi del testo delle email a fini advertising; c'è da dire che attualmente la versione a pagamento non ha proprio spazi pubblicitari - e né li avrà nel breve.

La sensazione è dunque quella che l'annuncio sia stato "girato" tentando di spostare l'attenzione da una pratica che molti ritengono invasiva; ora la pubblicità di Gmail free verrà proposta sulla base delle impostazioni e dei comportamenti previsti per l'advertising Google su siti terzi, in pratica raccogliendo dati di navigazione attraverso cookie di terza parte.

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Webfont e Email Marketing, possibilità e rischi

Tecnicaglie

L'uso esteso di web font nelle pagine web è oramai assodato: dopo i primi timidi approcci della fine degli anni '90 (una volta tanto il primo a supportare la direttiva @font-face è stato il vituperato Internet Explorer), dal 2008, e soprattutto con l'avvento della libreria gratuita di Google Font nel 2010, il web ha cambiato faccia, lasciando campo libero alla web-typography, come vero fondamento del web-design.

Webfont e Email

Chiaramente il passaggio dal web all'email non è stato automatico, e non è ancora lontano dal potersi considerare completato. Vediamo quali sono le opportunità che un email designer ha a disposizione quando si tratta di scegliere font per titoli e testi di una missiva.

Uso di caratteri web safe

I caratteri web-safe sono una serie di font presenti in tutti i computer e quindi visualizzati sicuramente con effetto simile, se non identico.

I font sono: Arial, Comic Sans, Courier New, Georgia, Impact, Palatino, Tahoma, Times New Roman, Trebuchet MS, Verdana.

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Le nuove politiche di sicurezza di Gmail

Spam e Deliverability

L'email, si sa, è uno dei servizi più longevi di internet e si basa su un protocollo - l'SMTP - datato e non pensato per le necessità moderne.

La semplicità del protocollo e l'assenza di effettive misure di sicurezza all'interno dello stesso hanno consentito nel corso degli anni abusi e operazioni illegali: in sostanza era davvero semplice sia inviare email per conto di qualcun altro, sia intercettare le comunicazioni, che viaggiavano - e per la maggior parte ancora oggi viaggiano - in chiaro. Questo tipo di abusi è sicuramente un danno anche per chi si occupa di email marketing, e fa piacere sapere che molti grossi provider si stanno muovendo per "ripulire" il più possibile il canale.

Proprio per ovviare a questi problemi sono nate estensioni al protocollo, per consentire l'identificazione del sender (SPF), permettere la firma digitale dell'email proveniente da un dato dominio (DKIM) e per gestire la criptazione dell'intera email (tramite criptografia TLS), oltre ad un sistema di policy da adottare da parte del ricevente nel caso ci fossero problemi con SPF e DKIM (il record DMARC, di cui abbiamo parlato recentemente).

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Yahoo, Libero e Dmarc, ovvero mai usare caselle freemail come mittente!

Spam e Deliverability

Da qualche tempo molte freemail hanno pubblicato policy DMARC che di fatto impediscono l'uso degli indirizzi da loro forniti come mittenti in sistemi esterni a quelli d'origine. Yahoo e Libero hanno da tempo abbracciato questa politica, mentre Gmail ha annunciato che l'avrebbe fatto da giugno 2016 (cosa che ancora non è avvenuta).

Ma cosa significa esattamente questo, e come è possibile tecnicamente, quali saranno gli effetti sul mondo dell'email marketing e degli ESP?

Funzionamento Dmarc

Le freemail hanno l'indubbio merito di aver esteso l'utilizzo dell'email al di fuori del mondo accademico e professionale, fornendo ad ognuno di noi, gratuitamente (o meglio, al prezzo di un po' di pubblicità), la possibilità di avere una propria casella, spesso di dimensioni quasi illimitate.

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L'arte di creare Email Template Responsive

Creare newsletter

Il trend d'uso degli smartphone è in continua ascesa: l'ultimo report di Litmus, recentissimo, segnala che attualmente le aperture di email da dispositivo mobile sono il 56% del totale. È un dato sul quale soffermarsi: più della metà delle email vengono lette da telefonino.

Sappiamo che l'esperienza utente su un dispositivo mobile è completamente diversa da quella che si ha su un desktop, sia in termini prettamente tecnici - grandezza dello schermo, dispositivi di puntamento -, sia in termini di momenti di fruizione e capacità di conversione.

Responsive Email

Negli anni scorsi c'è stata una rincorsa, più che giustificata, alla trasformazione dei siti, in maniera che diventassero "responsive", quindi in grado di adattarsi alle nuove modalità di fruizione tramite telefono e tablet: ad oggi spesso si parte considerando come primo mezzo di navigazione lo smartphone (mobile first).

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Gmail, Blocca utente e Annulla iscrizione: che impatto per l'email marketing?

Email marketing checkup

Google ha rilasciato recentemente alcune piccole/grandi novità relativamente alla propria piattaforma email, sia nella versione web, sia per quel che riguarda la relativa app mobile.

Queste novità riguardano da vicino chi si occupa di Email-marketing; la prima novità, già presente da tempo nella versione web del servizio e ora disponibile anche nella app, riguarda la possibilità di annullare l’iscrizione ad una newsletter/mailing list direttamente dall’interfaccia, senza quindi dover cercare il link di disiscrizione, che spesso, sbagliando, viene relegato in fondo all’email o in posizioni poco visibili.

La novità non è di per se pericolosa o di un qualche danno per chi si occupa di email marketing: non ripeteremo mai a sufficienza la necessità di rendere visibile e chiara la possibilità di disiscrizione, per evitare che l’utente segnali come spam la missiva, ingenerando un danno ben più grave che quello del semplice abbandono.

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Google Postmaster Tools: la gestione dello spam secondo Gmail

Rumors, smentite, previsioni

In termini di utilità il Google Postmaster Tools non è nemmeno lontanamente paragonabile ai Google Webmaster Tools, ma almeno è un primo passo con il quale Google si avvicina a chi spedisce email verso i server di BigG. Avrei voluto scrivere "si apre", ma in realtà non è una grande apertura, c...

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